Tempi di boom per i villaggi-outlet della moda

Anche se pare piuttosto assurdo, e probabilmente in parte lo è, con la crisi economica da un lato si abbassano le serrande dei negozi sulle arterie urbane, ma contemporaneamente in aperta campagna … Dal londinese The Times, 27 luglio 2009

Titolo originale: Boom times for designer outlet villages – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Crescono all’impazzata le vendite nelle cittadelle dello sconto, col ceto medio britannico alla ricerca di buoni affari, e i turisti arabi o russi che disdegnano Bond Street, preferendole questi centri commerciali in aperta campagna. Mentre in tutto il Regno Unito ristagnano gli affari dei negozi, le entrate lorde del Bicester Village, centro outlet vicino a Oxford, nel medesimo periodo dell’anno scorso sono aumentate del 40%, e comunque del 25% anche escludendo i nuovi negozi aperti nel frattempo. Per la McArthurGlen, principale marchio degli outlet nel paese, con sette villaggi, le vendite sono cresciute del 5,6% nel secondo trimestre, rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso. Al Junction One in Irlanda del Nord, l’aumento è stato dell’8%. Se la McArthurGlen al Junction One comprende molti dei marchi più diffuse nelle arterie commerciali, il Bicester Village propone esercizi di fascia più elevata, come Matthew Williamson per l’abbigliamento, o Jimmy Choo per le calzature.

I motivi dell’attuale affermazione dei centri outlet sono da cercare ad esempio nella debolezza della sterlina, nella maggiore attenzione della clientela al rapporto qualità prezzo in momenti più difficili, e nell’aumento dell’offerta con sempre più case di moda che usano questi sbocchi per i propri magazzini. Henrik Madsen, direttore della McArthurGlen per Gran Bretagna e Nord Europa, spiega: “Ora anche marchi che cinque anni fa, magari l’anno scorso, non si sarebbero mai sognati di vendere in un outlet, adesso bussano alla nostra porta per provarci”. Con protrarsi dell’incertezza economica, molte case scoprono di aver sovrastimato la domanda dei propri prodotti a prezzo pieno. “Va sempre meglio per noi, man mano le case di moda vedono calare le vendite nelle loro boutique di riferimento” dice Scott Malkin, presidente di Value Retail, proprietaria del Bicester Village.

L’evoluzione dal formato del semplice magazzino dove si va a frugare, ha anche aumentato l’attrattività degli outlet village per il ceto medio e medio alto. Contribuisce al successo dei discount anche la tendenza dei britannici a trascorrere le vacanze nel paese, perché così anche chi normalmente non ci andrebbe lo fa durante qualche scampagnata. La sterlina debole contribuisce ad attirare visitatori dal Medio Oriente al Bicester Village, più 73% l’anno scorso, e aumentano anche i cinesi, 25%, e russi, 87%. Malkin commenta: “Stanno a Londra e prendono una macchina con autista per arrivare al Bicester Village e passarci la giornata”. Questa affluenza dall’estero h dato un forte impulso a marchi come Dunhill, oggi molto più status symbol in Cina di quanto non sia nel Regno Unito, o alla Burberry da sempre molto popolare in Asia.

Autore: Boyle, Catherine

Fonte : http://mall.lampnet.org, 27.07.2009

 


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