La manna dei finanziamenti europei

Il Capri Due Outlet, l’ennesimo centro commerciale

Caserta - Si chiamerà Capri Due Outlet il nuovo parco commerciale che sta per sorgere a Marcianise, perché è all’isola azzurra che si sono ispirati, nel progettarlo, i designer e gli architetti. La McArthur Glen, la società europea che ha sviluppato il progetto e che gestirà l’outlet, ha voluto reinventare una città, ispirandosi alle architetture mediterranee tipiche di luoghi come appunto Capri o le isole greche. Capri Due avrà 2400 metri di porticati e vie che si chiameranno Via delle Botteghe o Via Camerelle come le originali capresi. Dopo il Vulcano Buono di Nola, che riproduce un altro dei simboli dell’iconografia napoletana, tocca all’isola azzurra prestarsi a questo tentativo di clonazione. Il sindaco di Capri aveva diffidato dall’utilizzo del nome Capri e della sua immagine i promotori dell’iniziativa, la Gianni Carità e Figli Spa, apostrofandoli come pataccari e venditori di pacchi. Diffida che è stata poi risolta con un accordo di tipo promozionale. Gianni Carità, che è il noto presidente del Tarì, è anche il titolare di una delle aziende di gioielleria più importanti d’Italia e socio molto influente del vicino Polo della Qualità. Sarà stata la crisi del Polo della Qualità ed il concretizzarsi dell’insuccesso di una produzione di eccellenza che si rivolgeva ad un pubblico troppo d’elite ad aver spinto Gianni Carità e numerosi altri imprenditori, già presenti sia al Tarì che al Polo della Qualità, ad investire in un progetto, per così dire, di tipo diverso? Oppure c’è qualcosa che ha a che fare con la possibilità di accedere ad altri fondi di finanziamento europeo? Alcuni nomi ricompaiono negli organi amministrativi delle diverse società impegnate: oltre a quello di Gianni Carità c’è anche Pietro Viti, che fa parte del Comitato dei Garanti del Polo della Qualità (organo che si occupa di valutare l’ingresso dei nuovi soci) ma che è anche presidente del Consiglio di Amministrazione della Capri Due Outlet Srl. Ed il suo non è un caso sporadico. A ripercorrere la lista degli investitori appare chiaro come molti nomi si ripetano. Esiste, quindi, un fronte imprenditoriale che ha deciso di puntare allo sviluppo di questa zona, un fronte neanche poi tanto ampio di imprenditori prettamente campani, che sta tentando di concentrare le risorse in un’area ben localizzata e strategica del territorio regionale. Tutti questi megainvestimenti sono stati parzialmente finanziati dai fondi europei, ad esempio il Tarì il cui fondo stanziato a sostegno dello sviluppo regionale ammontava al 50 % dell’investimento totale ma anche il Polo della Qualità in gran parte realizzato dalle casse europee. Il dubbio è lecito. Non a caso l’Onorevole Angelo Polverino, Consigliere regionale, che ha recentemente presentato un’interrogazione sui finanziamenti ricevuti dal Polo della Qualità e dalla società Il Tarì S.c.p.a., da tempo sta sollecitando gli organi competenti a prestare la dovuta attenzione. Nel caso del Capri Due Outlet si parla di un investimento complessivo di circa 90 milioni di euro, della quale cifra saremmo curiosi di sapere quanto provenga dai fondi europei. Denaro pubblico quindi, che viene investito allo scopo di riqualificare una zona economicamente in difficoltà, stimolare l’occupazione, fornire impulsi all’economia locale, ma che nello stesso tempo finisce sempre nelle mani degli stessi soggetti, titolari della grande distribuzione, a discapito delle attività commerciali dei vicini centri cittadini (Marcianise, Caserta, etc.) ridotte oramai al collasso.

Stefano Crupi

http://fai.informazione.it, 05.01.2008

 


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