VENEZIA — «Votate pure, i numeri li avete. Ma noi della Lega siamo contrari al raddoppio dell’outlet di Noventa». E così nessuno votò, per non suggellare con i crismi dell’ufficialità una spaccatura evidentissima nella maggioranza di centrodestra che governa la Regione. Eccolo qua, rappresentato in modo plastico, uno dei terreni su cui si misura nel concreto il confronto-scontro tra un Veneto a trazione leghista e un Veneto a guida Pdl: le politiche del commercio. Che il Carroccio vorrebbe orientate a favore della rete tradizionale dei negozi cittadini, mentre i berlusconiani sostengono convinti le ragioni e i progetti della grande distribuzione.
Esattamente per questo, si è registrato l’ennesimo passaggio a vuoto nella commissione Attività produttive del consiglio regionale, chiamata (ormai da mesi) a esprimere un parere sull’assegnazione, deliberata dalla giunta regionale, di altri 8751 metri quadrati alla «città delle firme» aperta a Noventa di Piave dal colosso anglo- americano McArthurGlen. Il voto, come era già avvenuto più volte a partire dal marzo scorso, è stato rinviato di un’altra settimana. Eppure, stando alle dichiarazioni rese in commissione dai rappresentanti delle diverse forze politiche, i numeri per dare parere favorevole ci sarebbero stati: d’accordo il Pdl, partito di maggioranza relativa, d’accordo anche il Pd, principale forza di opposizione. Il via libera al raddoppio dell’outlet, insomma, sarebbe potuto transitare. Ma il voto contrario della Lega, annunciato/ minacciato dal consigliere Daniele Stival, ha provocato l’effetto di surgelare ogni decisione: meglio non sfidare l’ira del Carroccio, oltretutto con un voto trasversale che avrebbe rimescolato i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione.
Sull’argomento, i leghisti sembrano granitici: «Siamo assolutamente contrari - ribadisce Daniele Stival, al termine della riunione di commissione - alla previsione della giunta di concentrare gli 8751 metri quadrati ancora disponibili per il Sandonatese nel solo outlet di Noventa, a discapito dei negozi tradizionali della zona. Oltre tutto - aggiunge il consigliere leghista, che è anche segretario politico di zona del Carroccio sappiamo che ci sono altri 12mila metri quadrati commerciali che ballano nella confinante zona di Jesolo: mi sembra evidente che le due questioni debbano essere affrontate di pari passo». Stival mette in chiaro un altro elemento: «La nostra posizione è chiara e univoca lungo tutta la filiera amministrativa, dalle amministrazioni locali a guida leghista fino ai consiglieri regionali, passando per la neopresidente della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto, che è anche sindaco di San Donà (contrarissima, la Zaccariotto, soprattutto per le ricadute sulla viabilità e sul piccolo commercio del suo comune, ndr). Non credo - punge Stival - che il Pdl possa dire altrettanto».
Diego Cancian, consigliere regionale (sandonatese pure lui) di minoranza, prova a suggerire una via d’uscita. «Continuo a pensare - specifica Cancian - che il raddoppio di Noventa sia una mazzata al commercio tradizionale del basso Piave, ma visto che l’outlet così ingrandito produrrebbe centinaia di nuovi posti di lavoro, che di questi tempi sono una manna dal cielo, mi rendo conto che probabilmente dovremo trovare una soluzione per salvare capra e cavoli». Questa, secondo Cancian: «Trasformare il cuore di San Donà in un grande centro commerciale aperto e pedonale. Ma, per fare questo, servono progetti precisi e soprattutto risorse. Se l’assessore all’Economia, Vendemiano Sartor, si impegnerà formalmente su questo versante, allora potremmo trovare una soluzione condivisa per il commercio tradizionale, i posti di lavoro dell’outlet e la viabilità locale». Lega permettendo, naturalmente.
Alessandro Zuin
Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it, 15 luglio 2009