Trai 40mila clienti, molti italiani ma anche cinesi, inglesi e russi E cominciano i giapponesi
SERRAVALLE SCRIVIA (Alessandria) Venti minuti di coda per entrare da Prada, almeno dieci in più per accedere da Guess o varcare la soglia di Belstaff, un quarto d’ora per rifarsi gli occhi da Cavalli: il popolo dello shopping ha preso d’assalto il Mc Arthur Glen Outlet di Serravalle, il più grande d’Europa coi suoi 180 negozi, alla caccia della griffe da portarsi a casa a prezzi stracciati.
Gli sconti sono forti: meno 50 per cento in quasi tutte le boutique. Il primo giorno di saldi la magia si è ripetuta puntuale. A Saldilandia la crisi economica non esiste. I visitatori affrontano il tour come fosse una partita di Risiko. Mappa alla mano e mano al portafoglio studiano strategie d’attacco per accaparrarsi il pezzo.
«Tu fai la coda per il camerino, io intanto provo gli stivali perché ne è rimasto soltanto un paio e quando è il nostro turno mi chiami al cellulare», dice la signora Lucia, bresciana, nel negozio di Fornarina, al marito che si presta controvoglia. La mamma di Letizia, una bimbetta di nove anni che già assomiglia alla Barbie che tiene in mano, adotta un altro sistema: «Amore, nascondiamo questo giubbino che ti piace tanto dietro tutti gli attaccapanni, così nessuno lo trova, intanto andiamo alla Moncler e vediamo se ce n’è uno che costa meno, ok?».
Saldilandia, si sa, premia anche la furbizia, la costanza, la pazienza di aspettare in coda quaranta minuti in autostrada per raggiungere il casello di Serravalle. Ieri fino a mezzogiorno c’erano oltre sette chilometri di coda sulla bretella che collega l’A26 alla A7. Bloccata anche la statale, col traffico smaltito solo nel primo pomeriggio. Il parcheggio era già saturo cinque minuti dopo l’apertura, alle dieci.
Scampano dallo stress della caccia al posto auto solo i centotrenta passeggeri dei tre bus navetta, due partiti da Milano uno da Torino. «Ma anche per noi nessun problema», dice soddisfatta la famiglia di Cuneo sbarcata col camper, parcheggiato accanto ad altri quaranta.
Parcheggi saturi
L’affollamento del parking è la cartina di tornasole dell’affluenza ai negozi. «A giudicare dalle auto lo shopping sta andando bene, anche se è ancora presto per tracciare un bilancio», spiega il direttore Daniela Bricola, affacciata alla finestra dell’ufficio che pare la torre di controllo di un aeroporto.
L’identikit dei 40 mila visitatori (l’anno scorso erano stati quindicimila) è in linea con gli anni passati: «Soprattutto italiani ma anche cinesi, inglesi e russi. E cominciano ad arrivare i giapponesi». Al piano di sotto la ragazza dell’ufficio informazioni smaltisce le richieste dei visitatori: «Chiedono in particolare marche che non ci sono, Gucci e Louis Vuitton per esempio».
Da una Mini Cooper blu posteggiata in pole position davanti all’entrata principale esce una coppia già griffata da testa a piedi. In due fanno 40 anni, arrivano da Milano con 500 euro a testa: «Dobbiamo rifarci il guardaroba». È la frase più ripetuta, tra la gente in coda, nei camerini, nei bar: sembra una parola d’ordine pronunciata per giustificare le spese.
Alla The Bridge, uno dei sei negozi che ha aperto quest’anno, confermano: «I clienti sono soprattutto italiani, comprano borse per tutti i giorni, sono acquisti utili». Vanno a ruba giubbotti e maglioni, jeans e vestiti, il bene di lusso è più un’attrazione da ammirare e non comprare.
Bulgari è uno dei negozi meno affollati, come la marca di scarpe Les Tropeziennes. «I nostri saldi sono solo del 15 per cento, con meno di cento euro non compri nulla e ci sono pezzi che si possono trovare tuttora in boutique» spiega Marta D’Anna, dietro il bancone. E aggiunge: «I russi, invece, non badano a spese».
I saldi proseguono fino al 27 febbraio. In tutti i weekend l’orario di chiusura è posticipato alle 21, dalla sesta settimana i nuovi arrivi si aggiungeranno alle occasioni di fine serie.
MIRIAM MASSONE
http://www.lastampa.it, 04.01.2009