Città dello sconto, è derby sulla Venezia-Trieste

In fibrillazione il mondo del commercio per l’arrivo di due colossi della grande distribuzione, che avrà conseguenze anche sulla mobilità

Mercoledì prossimo apre l’outlet di Noventa di Piave, a fine anno il complesso di Roncade, a meno di dieci chilometri

C’è il campanile, naturalmente finto, e attorno una "vera" città, con porticati, viali illuminati da lampioni in stile veneziano e soprattutto edifici che fra una settimana saranno pronti ad accogliere migliaia di clienti in cerca di capi firmati a basso costo. Come a Serravalle Scrivia, Barberino di Mugello e Castel Romano, che nella geografia dei pendolari dell’outlet suonano come altrettanti punti cardinali. Da mercoledì prossimo nel loro navigatore bisognerà aggiungere una nuova destinazione: Noventa di Piave, casello San Donà-Noventa della A4 Venezia-Trieste. Qui il gruppo McArthur Glen, leader europeo del settore con 15 cittadelle commerciali, aprirà con la holding immobiliare Fingen il Veneto Designer Outlet, un colosso da 30mila metri quadrati con 55 negozi (ma nella prima fase ne apriranno una trentina) e centinaia di posti auto costato, secondo una prima stima 80 milioni di euro.

Un colosso cresciuto alla velocità di un fungo, grazie all’impiego di un centinaio di operai, in questo giorno all’opera per completare gli allestimenti, e a un’accelerazione del lungo iter amministrativo, che ha superato ricorsi al Tar e proteste dei commercianti di mezzo Veneto. Il motivo di tanta fretta - l’agibilità dei locali sarà concessa solo dopo un sopralluogo in programma domani - è presto spiegato: a meno di dieci chilometri in linea d’aria dalla città del design è prevista, entro la fine dell’anno, l’apertura del Roncade Outlet Gallery, un complesso da 25mila metri quadrati e 80 negozi realizzato dal gruppo veneto Lefim che fa capo all’impresa di costruzioni Basso. Un vero derby della moda (realizzato in deroga alla legge regionale che fino allo scorso anno prevedeva una distanza minima di cento chilometri fra gli oulet), e una scommessa in tempi di vacche magre per le tasche dei consumatori, destinato a mutare profondamente il quadro dell’offerta commerciale del Veneto. Ma anche le abitudini dei potenziali clienti e, di conseguenza, il sistema della mobilità. Non a caso il Comune di Noventa di Piave ha condizionato il proprio assenso alla realizzazione di una bretella in grado di smaltire il traffico al già congestionato casello autostradale che, oggi come oggi, dispone di appena quattro varchi, due dei quali per il Telepass. La bretella in realtà non c’è ancora, ma sarà fatta a spese dell’outlet, assieme a un’ampia area verde a compensazione della nuova edificazione.

L’intero settore terziario è da tempo in mobilitazione: Confcommercio Veneto, che a maggio aveva contestato alla Regione Veneto la nuova legge che darà via libera a 355mila metri quadrati ai centri commerciali, si è rivolta al Tar, la cui pronuncia è prevista per il mese di ottobre. In fibrillazione i negozianti di Jesolo, che avevano pensati di riconsegnare le chiavi dei rispettivi locali al sindaco Francesco Calzavara, favorevole al progetto e intenzionato ad aprire un punto informativo nel complesso di Noventa. Neppure le 500 assunzioni previste convincono gli operatori del settore: il responsabile del sistema moda di Confcommercio, Giannino Gabriel, ribatte con le stime di cinque posti di lavoro in meno nel commercio per ogni nuovo assunto nei parchi commerciali. «Siamo nettamente contrari - aggiunge il segretario regionale di Confesercenti, Maurizio Franceschi - non stiamo parlando solo di nuovi negozi, ma di veri poli d’attrazione con ristoranti e luoghi d’intrattenimento che stanno svuotando di funzioni le nostre città. Questi complessi richiamano clienti da diverse regioni, con conseguenze inevitabili su una viabilità già satura».

Dall’altra parte della barricata, oltre alle imprese che hanno scommesso su Noventa, stanno i milioni di clienti attratti dalla formula dei parchi commerciali, dove si mangia, si passeggia e soprattutto si compra a prezzi spesso concorrenziali. Un pacchetto «tutto compreso» per il quale ci si sposta anche di centinaia di chilometri per una giornata (spesso festiva, con buona pace delle autorità ecclesiastiche) da consacrare allo shopping. Non a caso i siti degli outlet vengono scelti in aree periferiche, dove si possono costruire da zero le nuove città, e soprattutto a ridosso degli svincoli autostradali. Ecco spiegata la scelta di Noventa, area ancora priva di grandi insediamenti, a pochi passi dalla A4 e vicina al Friuli. I pendolari dello shopping sono avvisati, da mercoledì prossimo si comincia.

Alberto Francesconi

http://gazzettino.quinordest.it, 17.09.2008.

 


(*) Campi obbligatori